Wing Chun

Istruttore

Simone Bonucci

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Lunedì e Mercoledì

15:00 – 16:30

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Martedì e Giovedì

20:30 – 22:00

Wing Chun

Il Wing Chun è uno stile di Kung Fu del sud della Cina, fortemente incentrato sul combattimento a corta distanza.

Ben diverso dagli stili di Kung Fu del nord come lo Shaolin, il Wing Chun è basato su movimenti veloci e diretti delle braccia, che mirano a neutralizzare l’avversario rapidamente.
Fu creato da una donna più di trecento anni fa, fattore che ha condizionato le sue tecniche in modo che potessero essere praticate anche da persone minute o comunque inferiori fisicamente rispetto all’avversario.

La morbidezza e l’elusività delle tecniche difensive contrastano con il suo attacco diretto, rapido e devastante, che non punta semplicemente a toccare l’avversario, ma a colpirlo in modo continuo finché questo non sia inerte.
Il Wing Chun rigetta sequenze preimpostate o schemi di difesa decisi a priori: è impossibile pianificare un combattimento reale.
Il suo allenamento è basato sull’apprendere piccoli principi e movimenti, i quali vengono ripetuti fino a diventare rapidi ed istintivi. È a quel punto che il praticante potrà reagire adattandosi ad ogni attacco o movimento dell’avversario in modo veloce ed automatico.

La fama del Wing Chun è dovuta sicuramente a Bruce Lee, che da ragazzo iniziò il suo lungo percorso nelle arti marziali partendo proprio da questo stile. Il suo Maestro, Ip Man, è considerato uno dei massimi esponenti di questa disciplina, e i suoi allievi praticano ed insegnano in tutto il mondo.

Perché scegliere questo corso?

Il Wing Chun non è solo uno strumento di difesa personale formidabile, è anche un’arte marziale in grado di sviluppare velocità, equilibrio, riflessi ed un’incredibile sensibilità tattile.
Una delle doti più utili e al tempo stesso più difficili da allenare, è la capacità di gestire gli attacchi dell’avversario senza far ricorso alla semplice forza fisica.
Sin da piccoli, purtroppo, siamo abituati a reagire ad una spinta o ad una pressione applicandone una contrapposta; tale tipo di reazione, sebbene possa funzionare contro avversari con forza o stazza paragonabili alle nostre, non fornisce i risultati sperati contro individui fisicamente superiori a noi, vanificando ogni nostro tentativo di resistenza.
Per questo allenare i principi del Wing Chun spesso significa “disimparare” qualcosa che, erroneamente, abbiamo imparato negli anni, addestrando il nostro corpo a comportarsi in un modo che, nonostante all’inizio possa sembrare insolito, se osservato attentamente è logico ed astuto.
Come controparte alla morbidezza della difesa, la strategia di attacco del Wing Chun è diretta ed incalzante supportata da esercizi volti a migliorare tenacia ed insistenza, attraverso un vero e proprio allenamento sia fisico che mentale.

Per chi è indicato il Wing Chun?

Chiunque può trarre vantaggio dall’allenamento nel Wing Chun.
Anche praticanti di altre arti marziali possono apprenderne i principi per applicarli altrove.

Il Wing Chun, come molti altri stili di combattimento, non si pone come una soluzione definitiva ad ogni problema, ma come un mezzo per sviluppare abilità, le cui applicazioni possono essere molteplici.

La natura particolare del Wing Chun, basato sul contatto costante e sulla corta distanza, lo rende praticabile anche da persone con limitazioni fisiche e motorie. Non sono rari i casi di portatori di handicap, come ad esempio i non vedenti, che non solo trovano nel Wing Chun un mezzo di espressione particolare, ma che riescono persino a mettersi in evidenza grazie alla loro grande sensibilità sensoriale, dote che nel combattimento a corta distanza può essere anche più fondamentale della vista.

A che età si può praticare?

Non c’è alcun limite di età alla pratica del Wing Chun.
Sebbene alcuni esercizi siano pensati per essere eseguiti ad alta intensità, il carico di lavoro può essere tranquillamente gestito del praticante, per cui anche un individuo in età avanzata può prendere parte all’allenamento senza problemi e trarne il massimo dei benefici.
Il fatto poi che il Wing Chun non cerchi la sua efficacia nella forza fisica pura, fa sì che anche un bambino, con la pratica, possa sostenere l’allenamento con un adulto e gestirne la superiorità fisica.

La storia del Wing Chun

La leggenda vuole che il Wing Chun sia stato creato da Ng Mui, una monaca Shaolin vissuta in Cina nel XVII secolo.
Fuggita dal monastero dopo che questo venne distrutto dall’imperatore, nel suo girovagare trovò una giovane donna chiamata Yim Wing Chun. La fanciulla, minuta e di bell’aspetto, era insidiata costantemente da un prepotente che si era invaghito di lei, per cui la monaca istruì la giovane affinché potesse difendersi.
Ng Mui si rese subito conto che non avrebbe potuto insegnarle lo stile Shaolin, dato che avevano poco tempo a disposizione e la ragazza aveva una costituzione fisica troppo esile.
Resasi conto dell’impresa disperata, mise a punto una serie di principi semplici, poche tecniche che avrebbero potuto farle vincere lo scontro.
Yim Wing Chun riuscì a vincere, ponendo fine alle angherie del suo persecutore. Il suo cammino nelle arti marziali però non finì lì, e negli anni che seguirono ampliò ciò che aveva imparato dalla monaca fino a farlo diventare quell’arte marziale che da lei prende il nome: il Wing Chun Kuen, che in cantonese significa “Il pugno dell’Eterna Primavera”.

Nei secoli successivi fu introdotto lo studio dei coltelli a farfalla e del palo, le armi tradizionali del Wing Chun, e, ovviamente, il famoso Muk Yan Chong, il manichino di legno da allenamento reso famoso da molti film.

La vera esplosione del Wing Chun tuttavia è dovuta al grande Bruce Lee, dato che la sua enorme formazione nel mondo delle arti marziali è partita proprio da questo stile di Kung Fu, che apprese nella scuola di Ip Man, considerato uno dei massimi esponenti mai vissuti di questo stile.
Dopo la morte di Lee, moltissime persone hanno intrapreso lo studio del Wing Chun, forse per comprendere meglio i principi e i segreti che avevano dato vita ad un combattente così formidabile.

Che sia solo una leggenda o meno, quel che è certo è che la storia di Yim Wing Chun riflette la capacità di questo stile di Kung Fu di ribaltare le sorti di uno scontro apparentemente perso in partenza, perché il Wing Chun non insegue la vittoria, ma la sopravvivenza.